ius sanguinis

Il Governo italiano ha varato il decreto legge n. 36 del 28 marzo 2025 che riforma in modo sostanziale le norme sulla cittadinanza e lo ius sanguinis, introducendo un insieme di regole più rigide per gli italo-discendenti che vivono all’estero. La nuova normativa modifica lo ius sanguinis: d’ora in poi, solo chi discende fino alla seconda generazione – ossia chi ha un genitore o un nonno nato in Italia – potrà acquisire la cittadinanza senza ulteriori passaggi. A questo si affianca un nuovo obbligo, non attivo nell’immediato: dimostrare un legame reale con l’Italia, esercitando almeno ogni venticinque anni un diritto o un dovere civico.

ius sanguinis

Di seguito il pensiero di Salvatore Buonocore, componente del comitato etico scientifico della Fondazione italiani.it.

“Il Decreto legge n.36, approvato dal Governo in data 28 marzo 2025, non può essere la soluzione giusta per modificare la legge sul riconoscimento della cittadinanza ius sanguinis, né per eliminare il caos che si è creato nei consolati italiani all’estero. La legge deve essere modificata dal Parlamento non certo con un decreto ministeriale e, inoltre, deve tenere conto dei diritti acquisiti dai richiedenti. Quello approvato è un decreto fin troppo restrittivo, oltre ad essere palesemente incostituzionale, soprattutto nella parte in cui stabilisce che il cittadino italiano, nato e residente all’estero, per trasmettere la cittadinanza ai figli debba aver risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita del figlio.
In poche parole, decreta che possono esserci cittadini italiani di serie A e di serie B. Una vera e propria assurdità. Per disciplinare e modificare la legge vigente sarebbe sufficiente che il Parlamento approvasse il Disegno di legge n.752 del 7 giugno 2023, proposto dal senatore Roberto Menia di Fratelli d’Italia, che propone quanto segue: “…Il diritto alla cittadinanza è riconosciuto ai soggetti che dimostrino di essere discendenti in linea diretta fino al terzo grado (bisnonni) di cittadini italiani, nati o residenti in Italia. Il soggetto richiedente deve soddisfare quanto previsto dall’art.9.1 per la conoscenza della lingua italiana.“ “… per il riconoscimento della cittadinanza con ascendente diretto oltre il terzo grado, il soggetto interessato deve dimostrare di risiedere continuamente in Italia da almeno un anno. L’istanza deve essere presentata presso il Comune italiano di residenza. Il soggetto richiedente deve soddisfare quanto previsto dall’art.9.1 per la conoscenza della lingua italiana.”I discendenti degli italiani sono i migliori ambasciatori dell’Italia all’estero e la politica italiana non può non tenere conto di questo; non può permettersi il lusso di penalizzare coloro che vogliono mantenere la loro identità e il loro legame con la Madre Patria”.

Salvatore Buonocore
Componente comitato etico scientifico Fondazione Italiani.it