Rabbi Barbara

A Serrastretta (Catanzaro), un piccolo borgo della Calabria posto alle pendici della Sila, vive Rabbi Barbara Aiello, la prima donna rabbino liberale in Italia. Nata a Pittsburgh, in Pennsylvania, da una famiglia ebrea italiana (suo padre fu un liberatore del campo di concentramento di Buchenwald, in Germania), oggi ha 75 anni. Ordinata Rabbi al Rabbinical Seminary di New York all’età di 51 anni, si è successivamente trasferita nel paese dei suoi genitori, dove ha fondato l’unica sinagoga attiva in Calabria negli ultimi cinquecento anni: Ner Tamid del Sud (la luce eterna del Sud). Conosciamola meglio.

Rabbi Barbara

Rabbi Barbara, lei è la prima donna italiana a ricoprire questo ruolo. Quante sono le donne rabbino nel mondo?

«In tutto il mondo, le donne rabbino continuano a essere pioniere. Siamo il 25% di tutti i rabbini del mondo e sono passati meno di 50 anni da quando la prima donna è stata ordinata rabbino (negli Stati Uniti). Le donne rabbino rappresentano un enorme cambiamento nella tradizione ebraica. Gli ortodossi, tuttavia, non permettono alle donne di diventarlo. Inoltre, per gli ortodossi, le donne non possono sedersi nel santuario accanto ai loro mariti o figli e non possono toccare, portare con sé o leggere il rotolo della Torah. Per questo motivo, troviamo rabbini donne tra gli ebrei moderni riformati e pluralisti. Credo che prima o poi gli ortodossi ammetteranno le donne rabbino».

«Throughout the world women rabbis continue to be pioneers. We are 25 percent of all the rabbis in the world and it has been less than 50 years since the first woman was ordained a rabbi(in the USA). Women rabbis represent a huge change in Jewish tradition. But among the orthodox they do not permit women to serve as rabbis. In addition they do not permit women to sit in the sanctuary beside their husbands or sons and they do not permit women to touch, carry or read from the Torah scroll. For this reason we find women rabbis among modern reform and pluralistic Jews, I believe that eventually the orthodox will admit women rabbis».

Rabbi Barbara, stella

È fondatrice dell’unica sinagoga attiva in Calabria. Chi sono e da dove provengono le persone che la frequentano?

«La sinagoga che ho fondato si chiama “Ner Tamid del Sud”, che significa “la luce eterna del sud Italia”. Perché questo nome? Perché 500 anni fa, prima che nel Sud Italia arrivasse la persecuzione detta Inquisizione, il 50 per cento della popolazione era ebrea. Fu l’Inquisizione a costringere gli ebrei ad accettare la conversione cristiana e ad appropriarsi delle sinagoghe per farle diventare chiese. Qui, a Serrastretta, il paese fu fondato da cinque famiglie ebree fuggite da una persecuzione avvenuta nel comune di Scigliano. Per questo motivo, gli ebrei scelsero queste montagne isolate per costruire la loro nuova casa: Serrastretta. Le persone che frequentano la sinagoga sono i discendenti di questi ebrei perseguitati. Sono chiamati, in ebraico, “b’nei anusim”, che significa “i discendenti di coloro che furono costretti alla conversione cristiana”. Molti di coloro che vengono alla sinagoga stanno scoprendo le loro radici ebraiche perdute».

«The synagogue that I have established is called “Ner Tamid del Sud,” which means “the eternal light of south Italy.” Why this name? Because 500 years ago, before the persecution called the Inquisition arrved in south Italy, 50 percent of the population was Jewish. It was the Inquisition that forced Jews to accept Christian conversion and appropriated synagogues to make them become churches. Here in Serrastretta the town was founded by five Jewish families that ran from a persecution in the town of Scigliano. For this reason the Jews chose these isolated mountains to make their new home, Serrastretta. The people who frequent the synagogue are the descendants of these persecuted Jews. They are called by the Hebrew phrase, “b’nei anusim,” which means “the descendants of those who were forced into Christian conversion.” Many of those who come to the synagogue are discovering their lost Jewish roots».

collage

Quante sono le comunità ebraiche presenti in Calabria e in quali aree sono concentrate?

«Abbiamo trovato testimonianze di comunità ebraiche in tutta la Calabria. Oltre alle tradizioni ebraiche di Serrastretta, abbiamo accertato una presenza ebraica a Tiriolo, Decollatura, Palmi, Gioia Tauro, Reggio Calabria, Zangarona, Bova Marina, Catanzaro, Cosenza. Complessivamente abbiamo individuato 209 comunità ebraiche in tutta la Calabria».

«We found evidence of Jewish communities throughout Calabria. In addition to the Jewish traditions of Serrastretta we have ascertained a Jewish presence in Tiriolo, Decollatura, Palmi, Gioia Tauro, Reggio Calabria, Zangarona, Bova Marina, Catanzaro, Cosenza. In total we have identified 209 Jewish communities throughout Calabria».

calice

Perché ha scelto Serrastretta come luogo in cui vivere ed esercitare?

«Non ho scelto Serrastretta. Serrastretta ha scelto me. È il paese di mio padre, dei miei nonni e bisnonni, che risale a molte generazioni fa. Mio padre, Antonio Abramo Aiello, combatté con i partigiani durante la seconda guerra mondiale. Il mio bisnonno, Saverio Scalise, era un cripto-ebreo, cioè osservava in segreto le tradizioni ebraiche. Si dice che guidasse le preghiere ebraiche e che studiò l’ebraismo a Valle di David a Montreal, in Canada, condividendo il suo sapere con gli ebrei segreti di Serrastretta e di altri villaggi del Reventino».

«I did not choose Serrastretta. Serrastretta chose me. It is the village of my father, my grandparents and great grandparents, going back many generations. My father, Antonio Abramo Aiello, fought with the Partisans during WW II. My great grandfather, Saverio Scalise was a crypto-Jew, which means he observed Jewish traditions in secret. It is said that he led Hebrew prayers and that he studied Judaism in Valle di David in Montreal, Canada and shared his learning with the secret Jews of Serrastretta and other villages in the Reventino».

Rabbi Barbara, candele

Quali sono le tradizioni ebraiche più radicate in questo piccolo borgo della Calabria?

«Le tradizioni ebraiche profondamente radicate includono l’accensione di una o due candele il venerdì sera (il giorno di riposo ebraico chiamato Shabbat); il suono dello “shofar” (corno dello stambecco) al nuovo anno; la costruzione di un “magen David” (Stella di David) sul pavimento dei cortili delle case. Anche alcune parole ebraiche sono spesso usate dalla popolazione locale. Credono siano parole del dialetto calabrese quando in realtà sono antiche parole ebraiche. Ad esempio “hametz” significa molliche e “bayta” è una forma di “bayit” che in ebraico significa “casa”».

«Deeply rooted Jewish traditions include the lighting of one or two candles on Friday evening (the Jewish day of rest called Shabbat), the sounding of the “shofar” (horn of the stambeco) at the new year, the construction of a “magen David” (Star of David) in the pavement of the courtyards of their homes. Also some Hebrew words are often used by local people. They believe they are words from the Calabrian dialect when in reality they are ancient Hebrew words. For example “hametz” means molliche and “bayta” is a form of “bayit” which is Hebrew for “house”».

matrimonio

Quali, invece, quelle che si sono perse?

«Le tradizioni perdute includono il baldacchino nuziale per il matrimonio ebraico, tuttavia, in alcune cerimonie cattoliche, troviamo vestigia del baldacchino, chiamato “chuppah”. Anche le leggi sulla preparazione e il consumo del cibo sono chiamate “kashrut” o “kosher”. Gran parte della lingua ebraica è andata perduta quando l’Inquisizione proibì l’uso della lingua ladina. Il ladino è la lingua degli ebrei mediterranei. È una combinazione di spagnolo ed ebraico».

«Lost traditions include the bridal canopy for the Jewish wedding, however we find vestiges of the canopy, called “chuppah” in some of the Catholic ceremonies. Also the laws of food preparation and eating called “kashrut” or “kosher”. And much of the Hebrew language is lost when the Inquisition prohibited the use of the Ladino language. Ladino is the language of the Mediterranean Jews. It is a combination of Spanish and Hebrew».

Rabbi Barbara e i giovani

Che rapporto ha con i giovani e come si approcciano all’ebraismo?

«Molti giovani si avvicinano alla religione con scetticismo. Molti altri giovani, invece, sono alla ricerca di un significato spirituale nella loro vita. Coinvolgendoli in tutte le nostre cerimonie, imparano che sono una parte importante della comunità ebraica. Anche per gli adolescenti offriamo la cerimonia chiamata “Bar o Bat Mitzvah”. Il ragazzo o la ragazza è chiamato/a a farsi avanti per leggere direttamente il rotolo della Torah (la Bibbia sotto forma di rotolo). Questa cerimonia conferisce orgoglio nella loro Eredità ebraica».

«Many young people approach religion with sceptecism. But many young people are searching for spiritual meaning in their lives. By involving young people in all of our Jewish ceremonies, they learn tht they are an important part of the Jewish community. Also for teenage boys and girls, we offer the ceremony called “Bar or Bat Mitzvah”. The teen boy or girl is called to come forward to read directly from the Torah scroll (the bible in scroll form) This ceremony gives them pride in their Jewish heritage».

Rabbi Barbara al The National Press Club

Qual è il suo più grande desiderio?

«Il mio più grande desiderio è continuare il mio impegno per portare la gioia dell’ebraismo, che include la cultura e la tradizione ebraica, ai calabresi che hanno ricercato le proprie radici ebraiche. Spero anche di continuare ad accogliere questi ebrei segreti e i “b’nei anusim” nelle loro tradizioni».

«My greatest wish is to continue my commitment to bring the joy of Judaism which includes Jewish culture and tradition, to Calabrians who have seached for their Jewish roots. Also I hope to continue to welcome these secret Jews and “b’nei anusim” back to their traditions».

gatti

È anche autrice di libri. Quali altre passioni coltiva?

«Tra le mie passioni c’è la scrittura, che coltivo ogni giorno. Amo anche il mio giardino, pieno di fiori ed erbe aromatiche e amo le creature di Dio, soprattutto i miei sette gatti!».

«My passions include writing, which I enjoying doing every day. I also love my garden, filled with flowers and herbs and I love God’s creatures, especially my seven cats!».

(Foto: Rabbi Barbara Aiello, Pagina Facebook)